sabato 13 agosto 2011

IL TEATRO COME LUOGO DI PARTENZA PER UNA PRESA DI COSCIENZA

Non è più possibile stare zitti, viviamo in un paese che tra non molto sarà pieno di poveri e di depressi...bravi i nostri amministratori ! Ma noi abbiamo la coscienza, come Zeno Cosini, il protagonista della "Coscienza di Zeno" di Italo Svevo, abbiamo I poeti come Quasimodo e altri che hanno scritto parole " civili", abbiamo Carlo Emilio Gadda, abbiamo Pasolini...prendiamo forza da tutti questi " guerrieri" per non restare un popolo di inetti, di senza speranza. Il teatro è il luogo che ora più che mai potrà aiutare a prendere coraggio e forza, che potrà aiutare la gente a fare la propria rivoluzione interiore...non occorrono grandi attori, occorrono idee di giustizia e di libertà, dette da una voce giusta e forte e consapevole...


Uomo del mio tempo chiude la raccolta Giorno dopo giorno

UOMO DEL MIO TEMPO.

Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
Quando il fratello disse all’altro fratello:
«Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
Salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.


l tema della poesia è l’immutabilità della natura umana, rimasta uguale a quella dell’uomo «della pietra e della fionda», fatta di istinti, di pulsioni, di sentimenti e di egoismo, è rimasta uguale fino a oggi, anche se la scienza ha fatto passi da giganti. La scienza ha perfezionato le armi che portano la morte ai fratelli. Alcuni uomini, presi dalla volontà di potenza, ancora oggi scatenano guerre che portano lutti e sofferenza alle popolazioni civili. La civiltà ha solo mutato le condizioni di guerra: dalla fionda si è passati ai carri armati, e agli aerei [e ai missili, aggiungeremmo noi ndr.] che seminano la morte. L’uomo del nostro tempo, afferma il poeta, ha perduto ogni considerazione dei fratelli e ha dimenticato la solidarietà e la religione che lo trattengono dalla violenza. E rimasto uguale all’uomo che, attratto il fratello in un campo, lo ha ucciso. Di nuovo l’uomo del nostro tempo tradisce oggi il fratello. E la menzogna di allora è arrivata fino all’uomo del nostro tempo. Di fronte alla menzogna e all'inganno i giovani di oggi, i figli, farebbero bene a rinnegare i padri che portano la guerra: le loro tombe giacciono in una terra desolata, gli avvoltoi rodono il loro cuore e il vento sparge nell’aria l’odore dei loro cadaveri.